Quello che è successo a Via Lucera è una parabola positiva per Foggia e per la Puglia: è la dimostrazione che, quando i foggiani si mettono a fare bene e seriamente le cose, realizzano fatti straordinari.
Questo pezzo della città abbiamo imparato a non chiamarlo più “Manicomio”, ma “Don Uva”.
Qui dentro tantissimi di noi sono stati e ci vengono per accompagnare o visitare il proprio papà, la propria mamma o i propri nonni. Perché si erano o sono rotti un’anca e hanno fatto o fanno riabilitazione o perché erano scivolati in una di quelle patologie della terza età che stanno diventando sempre più familiari, a causa dell’età media che si è allungata.
Questa era una storia che, tre anni fa, stava sparendo travolta da una crisi economica irreversibile, sull’orlo del fallimento. È stata più che salvata, è rinata.
Tutti conosciamo quanta professionalità e umanità ci sia qui dentro. Non tutti sanno che qui e a Bisceglie, grazie agli investimenti di un’impresa foggiana, sono stati salvati 2.000 posti di lavoro.
Non tutti sanno che “Universo Salute” è già una delle eccellenze italiane per la cura delle cronicità, della disabilità, della riabilitazione, oltre che dell’assistenza al malato terminale.
Non tutti sanno che non è stato solo evitato un disastro economico: con il supporto decisivo della Regione Puglia è definitivamente scomparso il “manicomio”, a Foggia come a Bisceglie, realizzando un processo di riconversione di portata europea.
E poi… Tutti i foggiani dicono che, adesso, passando davanti a questi cancelli, sembra di vedere una struttura alberghiera di lusso.
No, non è un albergo: è un luogo dove si curano malattie e dolori con alta professionalità e tecnologie all’avanguardia.
Ma è vero, è un luogo anche bellissimo da vedere. L’operazione di riconversione ha fatto guadagnare alla città ordine, pulizia e bellezza.

All’inizio dell’anno, prima che cominciasse è il lockdown, i protagonisti di questa vicenda positiva sono stati colpiti dalle bombe della mafia, scatenando una reazione nazionale.
Io sono amico da quando eravamo ragazzini di Luca Vigilante, manager giovane di Universo Salute, entrato nella famiglia di Paolo Telesforo.
Il presidente Michele Emiliano, nel giorno in cui avevano messo la bomba, era con Paolo Telesforo a Bisceglie per celebrare un successo della politica, della Regione, della sanità pubblica e privata. Ma era con lui per testimoniare la vicinanza anche nel momento più difficile.
Per questo dico che quello che è successo a Via Lucera è una parabola positiva per Foggia e per la Puglia.
Stamattina eravamo lì per ascoltare e sostenere la richiesta dei lavoratori per l’applicazione del contratto AIOP Case di Cura, un modo per riconoscere le loro professionalità sia economicamente che in termini di qualificazione.
Questa è la “nostra” storia.


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *